RESPIRARE UN ARIA DIVERSA!

Scritto da Davide Damocle Locatelli

Intervista a Silvia Cuminetti

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Silvia Cuminetti racconta la sua passione per la montagna: scialpinismo, arrampicata ed agonismo. La storia di una giovane studentessa che da due anni continua a vincere! Campionessa juniores del mondo ed europea, ama i grandi spazi e pensa all'Himalaya!
Ho conosciuto Silvia una domenica in una falesia della bergamasca. Ricordo che pioveva forte ed eravamo in pochi ad arrampicare sotto quella parete strabiombante e poco asciutta. Mi aveva sorpreso vedere due ragazze in quell'occasione dove chiunque avrebbe pensato di rimanere a casa con le gambe sotto al tavolo... E' una passione forte quella di Silvia e non importa se può esprimerla sciando, correndo o arrampicando; quello che conta è essere a contatto con la natura e forse, prima di tutto, poter condividere il proprio tempo libero con gli amici. Inutile dire che a diciannove anni non è usuale avere una passione tale da correre in montagna, svegliarsi presto per salire una montagna, avere già degli ambiziosi progetti per il futuro. Nell'intervista ho chiesto a Silvia come convicerebbe un suo coetaneo ad avvicinarsi al mondo della montagna. Credo che chiunque, leggendo tutto quello che racconta, risposta per risposta, si senta calamitato dalla sua passione unica ed invidiabile!

Come è nata la tua passione per la montagna e come si è evoluta

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La passione è nata dal fatto che sono sempre andata in montagna con la mia famiglia già da quando ero piccola. Era un'abitudine il sabato e la domenica andare a fare passeggiate: la meta erano i rifugi sparsi per l'arco alpino e raramente raggiungevamo la cima di una montagna. So che sembra una contraddizione ma sinceramente non amavo far fatica ma mi piaceva portar lo zaino solo per metterci i sassi! Ho cominciato a sciare a sei anni. Mi divertivo perchè non occorreva faticare ma era un divertimento poter scendere a valle senza dover camminare. Forse avrei dovuto prendere un maestro per imparare meglio questa disciplina e correggere alcuni difetti che noto ancora oggi. I miei "maestri" sono stati mio papà e mia zia... Qualche anno dopo sono entrata in una squadra agonistica del CSI e facevo qualche gara, senza preoccuparmi troppo dei risultati; mi divertiva giocare e correre durante la ginnastica presciistica! D'estate, durante le ferie scolastiche, ho lavorato nelle prealpi orobiche al Rifugio Albani, dove ho conosciuto Roby (ndr Roberto Piantoni): con lui e grazie ai suoi consigli ho cominciato a praticare scialpinismo e ho provato ad arrampicare. Lo scialpinismo mi riusciva più naturale, anche se durante le prime uscite facevo due passi avanti e tre indietro ed ero impacciata in qualsiasi movimento. Era però allettante poter salire in vetta ad una montagna innevata e poterla scendere velocemente e divertendosi. Con il tempo tutto è diventato più semplice grazie soprattutto alla disponibilità delle persone con cui praticavo questo sport. Devo ammettere che Roby e la sua esperienza di Guida Alpina hanno rappresentato per me uno stimolo sia per cominciare che per intensificare le attività che oggi pratico abitualmente.
Ma cosa mi dici dell'arrampicata?
Si, mi piace arrampicare anche se mi risulta più difficile e meno naturale che correre e sciare. Scalare lo vedo più come uno svago e soprattutto un occasione per star con gli amici. E' uno dei tanti modi di avvinarsi alla montagna e quindi non può che piacermi. Arrampicare mi aiuta a migliorare il mio autocontrollo e ad essere più paziente con gli altri. L'unico problema è che talvolta ho paura del vuoto ma credo che con il tempo potrò migliorare anche questo aspetto.
E quando hai deciso di dedicarti allo scialpinismo agonistico?
E' stato tre anni fa. Inizialmente ho partecipato ad un corso base di scialpinismo promosso dal Cai e subito dopo ad un altro organizzato dalla Guida Alpina Miky Oprandi, appassionato e agonista da molti anni. Mi ha subito convinto a fare gare e senza accorgermene mi ha subito iscritta alla squadra "Altitude" e quindi alla prima gara! Essere giovani spesso significa essere più competivi e forse è per questo che mi sono trovata a mio agio fin dall'inizio. Le competizioni mi stimolano parecchio, mi aiutano a superare i miei limiti, mi fanno capire fin dove posso spingermi e quanto posso sopportare la fatica e il freddo. Le gare di scialpinismo rappresentano per me nuove prove da affrontare e gli stessi meccanismi che si utilizzano per superare una difficoltà sugli sci possono tornar utili anche nella quotidianità.
Ti alleni molto per preparare queste gare?
Mi piace molto correre sui sentieri perchè mi fa sentire libera e spesso, quando corro sola, riesco a sfogare le tensioni della giornata. Non seguo un programma di allenamento specifico; me ne hanno consigliati alcuni ma mi sono sempre sembrati troppo impegnativi e pesanti. Cerco però di variare spesso il percorso e alternare i lavori: non mi piace accumulare troppi metri di dislivello ma preferisco alternare la corsa in montagna con quella in pianura, dove mi sforzo di migliorare la velocità. Solitamente l'allenamento dura al massimo un'ora e alcune volte, d'inverno e quando ne ho la possibilità, vado al pomeriggio a fare una salita con gli sci. Quando ho del tempo libero cerco di andare il più possibile in montagna o comunque all'aria aperta. Nelle vacanze, senza una meta particolare, mi piace andar lontano da casa, magari con la tenda. Mi affascina conoscere nuove località e poter salire su una montagna che non conosco.
Quali sono gli obiettivi per il tuo futuro agonistico?
Oh, mi piacerebbe moltissimo partecipare a competizioni come il Mezzalama e il Pierra Menta! Credo che siano gli eventi scialpinistici più impegnativi che esistono. Il Mezzalama dev'essere un'esperienza straordinaria per le sue caratteristiche uniche: si gareggia in tre, si parte di notte e il percorso è in quota e solca vette e valli magnifiche. E' una gara lunghissima e poterla concludere dev'essere una grande soddisfazione per una scialpinista! Il Pierra Menta invece è una formula diversa: quattro giorni e diecimila metri di dislivello! Per una settimana il paesino che ospita questa competizione si unisce in un'unica grande forza organizzativa per rendere tutto grandioso. Sulle vette che raggiunge il percorso di gara ci sono centinaia di tifosi che incitano l'ultima coppia nello stesso modo della prima, gridano il tuo nome leggendo la lista dei pettorali. Sarebbe proprio un sogno potervi partecipare!

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Ti capita, a volte, di non aver voglia di allenarti o di "faticare" e come reagisci?
Certo che capita! Non si può sempre essere preparati ed allenati, ci sono tanti fattori che possono influenzare un allenamento o compromettere una gara. Solitamente per motivarmi cerco di ascoltare i consigli delle persone che mi hanno aiutato a crescere atleticamente e comunque cerco di liberare la testa da ogni pensiero. Poi mi faccio coraggio e parto!Non mi piace correre per abitudine e quando non trovo la motivazione giusta preferisco tornare a casa. Il giorno successivo va sempre meglio. E' importante non focalizzare tutte le energie su una sola attività e comunque è necessario ritagliarsi dei periodi di riposo, concedendosi solo del sano divertimento!
Cosa ti piace leggere e quale musica ascolti?
Non leggo molto, anzi troppo poco! Mi piacciono i romanzi di avventura, libri che raccontano viaggi e naturalmente quelli di montagna. La musica l'ascolto soprattutto in macchina e quando sono a casa, come sottofondo, mi piace ascoltare De Andrè, Branduardi, Neil Young e Peter Gabriel.
Come convinceresti un tuo coetano ad avvicinarsi al mondo della montagna?
Credo che conti molto quello che ognuna fa da piccolo e quale educazione abbia ricevuto. Non si decide da un momento ad un altro se andare o meno in montagna. Secondo me è un processo lungo e strano, deve essere coltivato nel tempo. A volte credo che la nostra società ci renda troppo legati alle comodità della città e non ci invita invece a faticare in modo sano e a saper ascoltare! Non ho mai pensato di convincere una persona ad andare in montagna, credo sia difficile. L'unico modo per comunicare quello che si prova è quello di andare una volta assieme. Direi semplicemente che è la più bella manifestazione della natura e che faticare spesso dà grandi soddisfazioni!
Hai appena concluso gli esami di maturità , come hai pensato di affrontare il futuro?
A settembre cercherò di guadagnarmi un posto alla facoltà di Scienze Motorie a Milano perchè mi piacerebbe continuare a fare sport anche nel futuro e soprattutto come lavoro. Mi piacerebbe anche poter entrare nel Corpo Forestale per poter difendere la natura e comunque esserne il più possibile a contatto. Vorrei anche diventare Accompagnatrice di Media Montagna per poter trasmettere ad altri la mia passione per la montagna.
Quali sono state le esperienze più belle della tua carriera agonistica (se pur breve) e quali i momenti più importanti in montagna?
L'anno scorso, durante gli europei in Slovacchia, e quest'anno, durante i mondiali in Spagna, ho avuto la possibilità di conoscere tanti giovani che hanno la mia stessa passione. Non è stata solo una competizione ma abbiamo avuto molto tempo per riposarci, mangiare, e soprattutto non c'era nulla da studiare come a scuola... Potevamo gestirci l'intera giornata ed abbiamo avuto modo di comprendere come sia dura la vita degli atleti... In montagna ci sono stati molti momenti significativi, fin da quando ho cominciato a frequentarla. Ogni vetta che raggiungo mi lascia qualcosa dentro e credo sia difficile per chiunque spiegarlo. Sicuramente raggiungere la cima del Monte Bianco con gli sci è stata una soddisfazione che ricorderò a lungo e mi auguro sia uno stimolo per raggiungerne altre.
Magari ancora più alte e maestose... Ti piacerebbe, in futuro, trasferire le tue potenzialità e la tua esperienza in un avventura extraeuropea, magari in Himalaya?
Sarebbe un sogno! A volte, quando esco a correre, penso che la fatica non serva solo per preparare una competizione, ma perchè un giorno possa partire per scalare una montagna molto alta con gli sci! Le gare sono quindi anch'esse un allenamento. E' un punto fisso nella mia testa quello di salire una montagna extraeuropea, forse anche perchè gli amici con i quali condivido il mio tempo libero sono già stati in questi luoghi e ne continuano a parlare entusiasti. E poi i racconti di grandi alpinisti che ho letto sui libri, mi stimolano ulteriormente e mi convincono ad allargare i miei orizzonti. Credo che dovrò aspettare ancora un pò. Ho bisogno di farmi ancora esperienza sotto diversi aspetti: quello fisico, tecnico e soprattutto "migliorare la testa". Comunque prima o poi respirerò quell'aria diversa!

Intervista a cura di Damocle Davide Locatelli.