Ciao Camòs
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Simone Moro
E’ morto
un mito, se ne è andato un grandissimo uomo, un
trascinatore, una persona che ha vissuto tutto con
l’intensità che è propria solo di chi è destinato a
lasciare un segno indelebile di se. La storia
dell’alpinismo bergamasco non aveva mai avuto nessuno
di così forte personalità e grande carisma. Il Camos lo
conoscevano tutti nell’ambiente verticale e persino
in Nepal, in Kazakhstan, a Mosca in Asia centrale ed in
California lo avevano conosciuto, sentito il suo nome ed
intuito che era una leggenda vivente. Un uomo vero, senza
fronzoli, false cortesie, dal carattere a volte spigoloso e
mai incline a tacere le sue idee ed opinioni. Camos non era
un Santo ne voglio ora dipingerlo come Martire. Camos era
semplicemente vero, cristallino e schietto in ogni sua
parola, sguardo, gesto, silenzio.
Dare ora una ragione della sua morte è cosa impossibile per
le terrene logiche e a nulla servirebbe dannarsi
l’anima chiedendosi mille “perché” o
ponendo mille “se” e “ma”. Il
Camos, il nostro Bruno Tassi aveva una missione quaggiù e
fino all’ultimo giorno l’aveva fatta sua e
percorso la propria strada in ogni angolo del pianeta senza
badare molto alle convenienze e alle fatiche che questa
missione comportava.
Erano quasi 30 anni che lavorava alla sua grande passione
verticale e la montagna era divenuta la cattedrale dove
trovava e ritrovava la parte più profonda, misteriosa e
selvaggia della sua esistenza. In questi ultimi tre decenni
aveva conosciuto ogni angolo della sua valle Brembana e
aveva goduto ogni elemento naturale della stessa. Aveva
veleggiato con il suo parapendio, avevo sceso le acque del
fiume Brembo in canoa, sciato sulle nevi immaccolate ed
aveva chiodato ed attrezzato le pareti più lisce e
strapiombanti in ogni angolo della valle.
Zogno, Ambria, Catremerio, Monte Zuccone, San Pellegrino,
Portiera, Scalvino, Cancervo, Val Taleggio, Val Brembilla,
Corno Branchino, Roncobello, Valleve, San Simone, Carona
sono stati alcuni dei luoghi dove ha trascorso giornate
chiodando pazientemente centinaia di vie e creando i
presupposti per cui oggi decine e decine di appassionati
possono praticare l’arte dell’arrampicata e
gioire del contatto con la pietra e la natura. La Corna
Bianca a Cornalba in Val Serina è stata però la sua più
grande e strepitosa creazione. Migliaia di ore passate in
parete e migliaia di chiodi lasciati per coloro che oggi
godono di un impianto naturale all’aperto che ha
pochi eguali in Europa e nel mondo.
Camos però ha fatto anche proseliti e
“discepoli” del suo modo di intendere e vivere
la passione per la montagna e la verticalità. E’
stato dunque anche e soprattutto un maestro, un caposcuola
una instancabile locomotiva umana e decine sono stati i
suoi allievi. Chi scrive sa di essere stato forse quello a
cui ha dato ed insegnato di più, senza mai chiedere nulla
in cambio. Io ero orgoglioso di lui e probabilmente lui lo
era di me… La missione ora deve continuare e come per
ogni nostro caro passato ad un'altra vita, qualcuno si deve
fare carico di raccoglierla. Tra meno di 48 ore ripartirò
per il Karakorum con un angelo in più in cielo, che va ad
aggiungersi ad altri due amici scomparsi in questo 2007.
Come me tutti coloro che hanno conosciuto il Camos sono
oggi chiamati a raccogliere la sua eredità che non chiede
di essere solo pianta e commemorata, ma di essere caricata
sulle spalle di coloro che hanno avuto la fortuna di averlo
conosciuto ed imparato….
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Monte Zuccone
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Ermanno Salvaterra
Ciao "CAMOS"
Ciao Carissimo, ti
vedevo raramente ma quando accadeva gustavo molto lo stare
con te e fumare una o più sigarette insieme.
Mi
mancherà il tuo sorriso da matto, mi mancherai, mancherai a
molti, ciao, ti saluterò il Brenta, ciao
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Mauro
Tadè
Grazie camos per tutto
quello che ci hai insegnato
Grazie perché se ogni mattina appena svegliato
non posso fare a meno di guardare e salutare
la nostra corna, il merito è tutto tuo
resterai sempre con noi, non potremo fare a meno di
pensarti
ogni volta che saliremo le tue magnifiche linee verticali
dal cui fascino forse nemmeno gli Dei sono immuni
un grande saluto
arrivederci Camos
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Dolomiti di Brenta
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Michela Tassi
Troppo giovane
rispetto a lui per poterlo conoscere bene, ma felice che
nella sua vita abbia fatto quello che voleva, che avesse
così tanti amici veri e una schiera infinita di ammiratori!
mi commuovo vedendo attraverso le foto del sito i posti
splendidi che non ha visitato, ma ha CONQUISTATO , concetto
che solo voi amanti della montagna potete comprendere.
quindi ciao Bruno e scusa se non sono venuta alla veglia,
ma volevo ricordarti così come nelle foto vivo energico e
felice!
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Monte Zuccone
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Alessandro Ramoni
Ci sono domande
a cui è difficile dare risposta;
credo che anche tu abbia pensato tante volte a
quellattimo che separa lessere dal non essere;
in tanti momenti in cui ti sei trovato in pericolo devi
averci pensato per forza
.
Anche se cerchi di controllare il rischio. in montagna non
si sa mai.
Mi ricordo che ti piaceva definirti artista e
sicuramente lo eri sulle rocce e anche un po nella
vita,
originale e senza troppe regole.
Questo incidente mi riporta alla mente un altro grande
scalatore tedesco che dopo anni di scalate è morto sulla
strada, due destini simili con tanto in comune e, come gli
artisti, periti troppo presto.
Voglio ricordarti con due particolari:
-il primo come persona DOC della bergamasca: ogni gesto,
ogni parola portava il segno della tua terra; eri un
personaggio nostrano e, in un mondo globalizzato,
questo è un grande segno distintivo che ti ha fatto
conoscere ed apprezzare da tanti;
-il secondo per la tecnica di scalata, tipica degli anni
80, quando il movimento faceva da padrone, raffinata
ed estetica nonché efficace. Ho imparato tanto osservandoti
su qualche via.
Anche se non eri con noi, facevi da protagonista nei nostri
viaggi: portavi allegria con gli aneddoti
e le storie sbaraccate ti contraddistingueranno sempre.
Con questa testimonianza voglio RICORDARTI.
Alessandro Ramoni Val Vigezzo
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Da Laura
Dalla tua "amica
patagonica"
Ciao amico mio, quello che non sopporto è lo strappo che
non mi ha nemmeno permesso di salutarti. Un attimo prima
parlavamo di salire al Gran Paradiso e un attimo dopo non
c'eri più. Continuo a piangerti, mi hai donato la roccia,
mi hai ridato fiducia nelle mie gambe, hai dato poesia alla
nostra amicizia, hai reso magici tutti i momenti passati
insieme, a leggere i nostri diari e le nostre poesie, a
parlare di meccanica quantistica davanti ad un fiasco di
rosso. Non so se hai ancora con te la mia lettera, quella
che portavi sul cuore, dopo l'incontro in Patagonia. E'
scolpita per te, da qualche parte, e se è vero che siamo
pura energia stiamo ancora ridendo insieme, anche se ora
riesco solo a piangere. Per sempre con te.
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Da "Santo" Giorgio Mussetti
Mi piace
arrampicare, ma ho sempre avuto paura della montagna.
Sono contento di aver vinto per una volta le mie
ansie e di averti seguito fino in cima al Campanile Basso.
Di quella giornata mi resta un ricordo bellissimo; è stato
il tuo regalo più bello.
Come arrampicatore non sono niente di speciale, ma ti
porterò nel mio cuore più in alto che posso .
Via Fehrmann, Campanile Basso
Sul Campanile Basso, dolomiti di Brenta
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Massimo Acerbis
Ricordi
Cornalba ?
Ricordi la prima volta ?
Ricordi quell’emozione, quel brivido lungo la schiena
anche se in piena estate ?
La meraviglia di fronte alla magnificenza verticale
La vertigine e lo stupore
Il senso di rara impotenza
Lo sgomento che solo le parole di Stendhal saprebbero
descrivere
Ricordi l’entusiasmo che ti colse ?
Ricordi la passione ? il desiderio di provare, di scoprire,
di imparare, di salire.
Ricordi quell’incontenibile godimento fisico che ti
pervade ?
Amore
L’amore descritto da Platone: che ci rapisce dal
mondo della falsità, degli inganni, delle equivoche ombre
nella grotta, per riportarci nel mondo della verità in cui
nacque la nostra anima
L’amore che condusse Dante nella discesa agli inferi,
infondendogli la fiducia che sarebbe un giorno uscito a
riveder le stelle.
L’amore per cui mettere attenzione nel vestire i
bambini in una fredda giornata d’inverno
L’amore per le donne del Lujo
L’amore per le melodie ben temperate
L’amore per i colori raggrumati su una tela
L’amore per la conoscenza
L’amore per la ricerca, per l’esplorazione, per
la scoperta.
L’amore per la roccia
L’amore che ti sprona a cercare con passione e senza
timore di rischiare
L’amore che ti dona forza, fiducia, coraggio,
entusiasmo e creatività
L’amore che ti rivela i segni del tempo
L’amore per i misteri scritti nella roccia, per i
suoi fragili equilibri verticali
Se anche tu vivi questi ricordi in parte lo devi al
camoscio che questo natale non siederà nel presepe accanto
al bue e all’asinello
A quel camoscio che proprio la notte di Natale ci ha
salutato.
E proprio in quella sera, quasi a voler rendere omaggio al
suo amante piu sensibile e fedele, la corna bianca
risplendeva, decorata dalla luce del tramonto, piu bella e
affascinante che mai.
Questo è il mio saluto,il mio grazie, la mia manifesta
riconoscenza, a chi ha saputo regalarmi, e regalarci,
questo bellissimo sogno verticale
Epitaffio in memoria di Bruno Tassi, artista verticale,
noto per le proprie doti d’equilibrio alpinistico, ma
forse piu per la innata curiosità dello sguardo, con lo
pseudonimo di: “Camos”.
E’difficile trovare le parole
Parole che non siano banali, di semplice circostanza
Perché l’uomo è riuscito a trovare solo con la
religione le parole con cui affrontare il disagio della
morte.
Le espressioni con cui poterne parlare, evocando fioriti
campi celesti o avidi traghettatori, senza nuocere alla
purezza della vita
La notte di natale, la notte in cui si preparano i regali
Per i propri cari, per gli uomini e donne di domani, per
gli eterni fanciulli
Per quell’inebriante attesa, non priva di tremore,
che accompagna ogni viaggio verso l’imprevisto, verso
l’ignoto, verso il sogno.
voglio ringraziarti pubblicamente per il regalo piu grande
che hai fatto a tutti noi.
C’è chi gioca insonne con le parole, per narrare
l’affanno del cuore
Chi seduce rubando i suoni e la melodia agli usignoli
Chi brucia la tela con incendi di colore
Chi tesse vele superbe per navigare con
l’immaginazione
Lo scienziato, come tu ben sai, che si sforza di ricercare
una diversa visione del mondo
che superi la prigione degli schemi comuni, ormai acclamati
per consuetudine
Accettati per comodità e debolezza.
Ognuno plasma la materia che ha disposizione
Ognuno si innamora di quel che gli è piu vicino, anche se
spesso cosi diverso all’apparenza.
Tu, da buon montanaro di una genia che già aveva reso
preziosi servigi al mondo, avevi la montagna e la roccia a
cui affidare la tua curiosa fantasia
Come un novello Michelangelo che solo rimuoveva il
superfluo.
Perché le forme già erano custodite all’interno del
marmo,
cosi tu hai saputo cercare, scovare, e liberare la magia
disegnata da millenni nella roccia
attendeva solo qualcuno con un talento innato: la capacità
di interpretarne la chiave di lettura e di svelarne il
mistero.
Attendeva da millenni qualcuno che sapesse scivolare
leggero sulle sue fragili forme,
Attendeva qualcuno che sapesse scoprila e comprender la
magia scritta dal tramonto sulla sua pelle
Attendeva qualcuno che sapesse amarla e sognare in
verticale.
Un’opera d’arte è tale quando induce nello
spettatore un senso di vertigine, ed alimenta il desiderio
di lasciarsi condurre dalla fantasia sugli angusti sentieri
dell’ignoto.
Un’opera d’arte è tale quando ci regala sogni
Sogni da vivere, sogni da coltivare , sogni da desiderare
Sogni da insegnare, sogni da trasmettere , sogni da
regalare
Grazie Bruno, per averci regalato i nostri sogni verticali
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Fabio Palma
Ciao Bruno
Facemmo una
serata su Berhault, ad Albino. A fine proiezione eri uscito
a prendere il microfono, eri su di giri, e non ero
tranquillo. Chissà cosa "spara", ora, mi dissi.
E invece avevi improvvisato uno splendido discorso su
Patrick, sull'amore, sul tenere la corda della vita.
Penso che Patrick, lassù, ti sia venuto a ringraziare, per
quelle parole.
Ciao Fabio
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da
Barbara Zwerger
Ciao
Camos
Non
ricordo la prima volta che ci siamo incontrati, ma ricordo
tanti momenti pieni di gioia e divertimento che abbiamo
passato insieme. Ricordo anche la tua infinita pazienza e
disponibilità
ad
accompagnarmi a provare i “miei” tiri e mentre
mi facevi sicurezza mi incitavi e spronavi. Il tuo sguardo
si faceva teneramente orgoglioso quando poi riuscivo nei
miei obbiettivi. L’altro ieri, al tuo ultimo estremo
saluto non c'ero... Ma a quell’ora sono
riuscita a scalare un altro progetto difficile, lontano da
casa e stringendo le ultime prese nel tratto chiave della
via, ho pensato a te e mi veniva da piangere al pensiero di
non poter più condividere momenti come quelli che
insieme abbiamo passato. A te caro Camos dedico questa via,
a te che a volte mi hai fatto arrabbiare, che mi hai fatto
divertire e mi hai trasmesso instancabile
l’entusiasmo per la vita. L’ultima volta che ci
siamo visti è stato al meeting a Cornalba, e ricordo
ancora oggi quanti abbracci mi hai regalato e quanto forte
mi stringevi. E’ stata il tuo ultimo modo per
dimostrare l’affetto sincero che provavi e questo
rimarrà per sempre...
Mi
mancherai Camos
Con Barbara Zwerger a Cornalba
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Friend
Con la scomparsa
del Camos se ne và una parte del mondo
dellarrampicata,
se ne và un pezzo di storia, di emozioni, sensazioni.
Chi ha vissuto vicino al Camos è riuscito a respirare nei
sui racconti l'atmosfera magica che si respirava
all'inizio.
Inizio di cui il Camos è stato uno dei principali fautori,
uno che fra i primissimi ha toccato gradi per quel tempo
inimmaginabili.
Ma chi ha conosciuto il Camos ha anche conosciuto un uomo
schietto,
senza peli sulla lingua, che se doveva dare un opinione non
ci girava attorno.
Quando ho saputo che era morto, nell'attimo prima di
chiedere: come ha fatto
nella mia mente sono passate ipotesi estreme ma
la realtà
è stata più normale di quello che poteva
accadere ad una persona che ha vissuto in aria.
Ci mancherai Camos.
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Sul Valgussera
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Il Camos si racconta:
intervista in due parti
rilasciata a Daniele Cavagna qualche anno fa
Camos
ghiacciatore con Daniele Callegari sulla cascata della
Valrotta

≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Selezione di commenti trovati su vari forum dedicati
all'alpinismo:
www.fuorivia.com - Christian :
ciao grande camòs,alla fine
di tutto quello che rimane è l'immagine di un amico
affacciato allo strapiombo, o seduto al tavolo a
raccontare. Ci vediamo in cima
www.fuorivia.com - Luca Visentini
: Madonna, il Camos!
Era stato anni
fa anche su da noi. Aveva dormito da Mauro e dopo una
ciocca aveva sfasciato l'auto sull'ultimo tornante di Erto.
Un record. Un mito. Un grande dell'arrampicata, la Storia,
anche lui perso per un banale incidente.
Non voglio fare della retorica, solamente un pensiero. Che
lo merita.
www.fuorivia.com - Rampik:
Un altro dei suoi leggendari
record era un 8b a cornalba dopo 6 birre medie... level
L'ultimo
ricordo che ho di lui era in una ciuca insieme durante i
suoi corsi ghiaccio per diventare guida alpina; lui la
mattina si doveva svegliare alle 5 e il capo del corso lo
guardava molto ma molto male...
Gran personaggio di quelli che ora sono rari da trovare...
www.planetmountain.com -
Alpineman: ..ricordo
ancora su per giu' meta' anni 70'..
i volti che si
incontravano erano sempre gli stessi..tra crode difficile
trovare gente nuova o non valligiana in quel periodo..
come dimenticare poi una sana giornata tra le crode della
Cornagiera..a prendere per i fondelli chi era passato a
staffe..
..e poi le prime imbarcate di sera(si perche' allora se ne
cacciava giu a secchielli,e di ottima qualita..)..
e i ritorni a notte fonda giu in valle zigzagando..e le
risate..ed sorrisi..e le idee strambe..
si insomma come si dice da noi eravamo "crape mate"..
ma con tanta sana passione per il verticale..quella
vera,quella che fa preferire la roccia ad una donna ad
esempio..
potrei star qua ore a raccontare di avventure ad anedoti
simpatici..ma se permettete me li tengo stretti nel mio
cuore..
sicuramente era un amico sincero,quello che si aveva da
dire e ridire lo si diceva in faccia..
come quando lui scelse una via su un modo di fare verticale
che non condividevo..
vabbe' nulla di che'..alla fine delle discussioni piu o
meno accese si finiva sempre a sorridere davanti ad una
buona fiasca..
se capitate in valle..una visita sara' ben grata..
domani nel pomeriggio sarebbe bello fargli compagnia tutti
insieme verso quell'ultimo viaggio verso le cime piu alte..
arrivederci Camos amico mio..
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Maria
Francesca Tassi
Le montagne
immaginate
ciao Bruno.
l'ultima volta che ci siamo visti ridevamo dei nostri
mestieri.
Tu che scali le montagne e io che le disegno.
Continuo a studiare le stelle e cercherò la
costellazione dei camosci.
Il "giro facile" che dicevi avremmo fatto insieme è
rimandato, quindi continuerò a immaginarlo a matita.
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Robi Piantoni
L'artista Camoz
Chi di noi non
gli ha voluto bene?
...e chi di noi, in certe occasioni, non lo ha mandato a
quel paese?!
Vorremmo che tu fossi ancora qui, per litigare, sopportarti
e arrampicare!!!
ciao Camoz
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈


Brembo Block di San Pellegrino
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da
Claudio Armati
Hai
vinto vie impossibili. Ci apparivi in grado di superare
ogni pericolo, quasi fossi invincibile.
Ci hai
stupito mille volte.
Ci hai conquistato con il tuo
sorriso, la tua disponibilità, la tua generosità, la tua
ironia .....
Ci mancherai, ma il ricordo di te ci
accompagnerà ogni qual volta poseremo le mani su di una
roccia.
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Da Gabriele
Ci siamo sentiti
pochi giorni fa, sei sempre stato un re ,ci mancherai....
ma le tue linee sulla roccia ci saranno x sempre e tu con
loro.....
ciao Bruno
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Il taglio dell'abete rosso, San Pellegrino 2006
"Questa sarebbe la mia casa perfetta..." Nei pressi di
Catrimerio
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Paolo Rossini
Ciao Bruno, quando arrampicavamo cercavo di carpire i
segreti della tua arte
e quasi rimanevo deluso quando mi ripevi solo di usare i
piedi...
Caro Bruno peccato che vita ti abbia concesso meno appigli
di quelli che tu hai regalato a noi...
Grazie
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Scendendo verso Carona
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Paolo Cattaneo
Ciao maestro
"La mente mi dice:" TIENITI STRETTO TUTTO QUESTO NELLA TUA
MEMORIA,
PONILO SOTTO VETRO NEL TUO SCRIGNO SPIRITUALE, QUESTO E'
ORO PURO".
E in questo attimo mi sento straordinariamente ricco".
Reinhard Karl
Leggo e rileggo questa frase da due giorni e solo in questo
modo arrivo a capire
quanto vale il tuo "oro puro",tutto quello che hai saputo
dare semplicemente con la tua gioia di vivere.
grazie Camos,
è stato bello conoscerti...
ciao Paolo
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Cornalba, sulla via..... (?)
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Paolo Musco
Eri una persona che lascia il segno, chi ti ha conosciuto
rimarrà segnato dalla forza della tua voce,
dalla voglia di essere vivo, dalla sincerità dei tuoi occhi
e del tuo pensiero,
dalla sensibilità che ti aiutava nelle sfide verticali ma
che alimentava le inquietudini che avevi dentro.
Grazie Bruno per il segno indelebile che ci hai
lasciato.
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Sul Monte Zuccone
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da
Sarah
Come ricordare
una persona così...uno delle poche persone che,
anche se le incrociavi per poco o avevo modo di parlare con
lui anche pochi istanti,
ti lasciava "qualcosa"...e quel qualcosa resterà sempre nel
cuore di chi ha avuto
la fortuna di incontrarti, anche se per qualche istante...e
il vuoto lasciato nei cuori di tutti diventa davvero
tangibile...
Forse può valere poco ...ma sei e sarai sempre un mito...
ciao Camos!!
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Punta delle Cornacchie
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Paolo Capponi
Ti immagino in una valle bellissima dove
pareti degne del tuo sguardo si perdono all"infinito.
Sono sicuro che non resisterai alla tentazione di metterci
le mani
per creare delle fantastiche vie come hai saputo fare su
questa terra.
Cosi quando ci ritroveremo la corda ci unirà ancora e io ti
ammirerò salire come hai fatto quel giorno che liberasti
Peter Pan.
Quel giorno ci hai guidati anche a salvare un ragazzo
caduto in un canale.
Intorno a noi quella sera grande festa in Cornalba.Il
merito è stato tutto tuo. Arrivederci Camòs.
Paulì e Mary
≈≈≈≈≈≈≈≈≈
"...desmét de romp i coioni co ste foto del c..." In
Presolana
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Sonia
Serata alla
Falesia di San Pellegrino
Ti ho visto solo in poche occasioni e non ho tanti ricordi
o aneddoti da raccontare, ma in una delle tue serate sulle
tue "esperienze" ti confessai che pur amando la montagna e
la natura e la pace che essa dona, la mia paura del
verticale mi ha sempre impedito di arrampicare. Tu dicesti
semplicemente che "i limiti ce li poniamo noi, non solo
nella nostra testa" e che se avessi provato ad arrampicare
con te la paura mi sarebbe passata. Ho fatto tesoro delle
tue parole in altri ambiti della mia vita, ma non ho
approfittato della tua proposta ed il tuo numero di
telefono nella rubrica del mio cellulare è rimasto
purtroppo inutilizzato, quindi la paura di arrampicare è
rimasta, ma la voglia di condividere il "dopo-falesia" con
Fabri e gli amici è rimasta, infatti ricordo con piacere la
divertente serata inaugurale dell'illuminazione della
falesia di San Pellegrino, dove a suon di vin brulè gli
animi si sono amichevolmente riscaldati, favorendo le
risate.
Grazie Camos per il tuo essere genuino.
Sonia
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da
Stefano Pelucchi
Ormai
sono passati quindici anni da quando ti ho visto la prima
volta in palestra a zogno...
Mio zio e tuo compagno
di scalate in montagna mi raccontava spesso di te...
Ti vedevo gia come un mito...e lo sei caro
camos...non ci vedevamo spesso ma sempre si rideva e si
scherzava!!!
Porto con come caro ricordo la giornata
in cui ci siamo incontrati su al monte rosa...non ti
dimentichero mai!!!
CIAO AMICO VOLA
LIBERO!!!!!!!!
≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Chiodature sullo Zuccone
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Claudio Gorla
Eravamo un gruppo di cittadini venuti su a Cornalba con gli
occhi pieni di stupore
e ci hai accolto subito come amici, qualcuno di noi come
Cristian o Virgilio lo hai accompagnato aiutandolo a
diventare "grande".
Ricordo con affetto e piacere le giornate passate insieme a
Cornalba
o alla Cava o in Verdon dove ci facevi impazzire con la tua
fissa per la donna del Beat.
Ci mancherai tanto ma sarai sempre nel nostro cuore con la
tua semplicità e la tua straordinaria umanità.
ciao Bruno
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Paolo Tassi
Ciao Camos,
come posso dimenticare quando mi hai presentato ai tuoi
genitori dicendo: "questo è un parente"!
come posso dimenticare quando ti ho incrociato in Patagonia
dopo una giornata di pesca tu ed io una di sci.
come posso dimenticare un uomo così!
Ti penserò sempre!
Paolino
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Chiodature a Catrimerio
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Giorgio Ferretti
Ciao Bruno
Speravo di conoscerti.
Nel '93 venni a scalare nella tua mitica Cornalba ma non
c'eri!
Avevo comprato qualche anno prima la bellissima guidina
sognando di poter visitare un luogo magico valorizzato
dalla Tua mente
sempre in crescita verso la scalata quella dei GRANDI!
Sei stato un GRANDE nel mondo dei piccoli uomini ma di
grandi bellezze come le Montagne.
Un GRANDE per tutti gli scalatori che ti hanno conosciuto
di persona e non come me!
Ovunque tu sia spero un giorno di farmi una bella bevuta
con te!
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Con Manolo all'inaugurazione della falesia alta di San
Pellegrino
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Sara
Ci siamo visti
solo un paio volte ma abbiamo moltissimi amici in comune.
Grazie capo per tutto quello che hai fatto in questo mondo
e per tutto quello che farai insieme agli angeli.
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Zuccone
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Andrea
Ho avuto la possibilità di conoscerti quan'ero
piccolo, prima che in due andaste a "divertirvi" nelle
Yosemite;
ho avuto la possibilità di arrampicare con te, ed ancora
ricordo quel pomeriggio nel quale,
sotto una leggera pioggia, mi dimostravi che le "candele"
di S.Pellegrino sono "òna stùpidàda"...
L'unica possibilità di cui avrei proprio fatto a meno è
stata quella di accompagnarti oggi, insieme a tantissimi
altri.
Ma la possibilità di esserti amico è stata un regalo
grande, di cui vado fiero.
Ti saluto come avresti fatto tu: "Ciao boy, fa' ol brào !"
Andrea
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Da Titti Sonzogni
Ancora una volta piango per la morte prematura di
un'amico,
il dolore si fa ancora piu' forte se penso che non potrò
più ascoltare
dalla tua rauca voce il tuo personalissimo commento al
mondo...
Persona unica , coraggiosa, spaccacoglioni ma così
dignitosamente umana.
Ciao Bruno, la tua infermiera quasi privata
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Meeting di Cornalba
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Stefano
sarai sempre il
mio mito e il mio maestro anche nel lavoro mi mancherai
tanto
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Camilla Fumagalli
Ciao Camos
Senza la tua
presenza, la vita di mio papà non sarà più la stessa .
Anche se non sei più qui con noi, il tuo ricordo
sarà sempre nei nostri cuori.
Ogni tanto guardaci da
lassù, dal paradiso dove so che ti trovi in questo momento.
Grazie per la felicità che hai donato a tutti.
Dalla tua Cami
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
Al rifugio Brentei
≈≈≈≈≈≈≈≈≈≈
da Emanuele
Maffeis
Cosa non darei per rivedere ancora una
volta i tuoi vispi occhi ballare
Per ascoltare una tua pungente battuta
Arrampicare ancora con te che su Peter mi tieni lasca la
corda nell'8 alla francese
E con l'altra mano la sigaretta
Per fumarti tutte le mie paure
Ti ho seguito fino al limite di essere ribelle anche ai
tuoi di insegnamenti
E forse anche per questo mi hai chiamato il più pazzo
Perché per me l'arrampicata non è mai stata e non sarà mai
tutto
Perché semplicemente è molto ma molto di più di tutto
E' un filo invisibile che ci ha tenuto legati insieme
Anche se e quando eravamo lontani
Così come ora per sempre sarà.
Ciao MAESTRO
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Dolomiti di Brenta
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da Sara Crotti
La gente di
Cornalba ti ha sempre considerato un compaesano...
un pò bizzarro questo si....ma un buono..un uomo semplice..
Ricordo quando mi hai lasciato quel chiodo, uno dei primi
che avevi piantato negli anni ottanta...
mi avevi chiesto di conservarlo a segno dell'entusiasmo e
caparbietà
che ci avevi messo quel giorno in cui l'avevi fatto
diventare un tutt'uno con la roccia...
rimarrà con me come segno dei tuoi insegnamenti..
Grazie Camos!!!!
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Punta delle Cornacchie, chiodature
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da Roberto Colonetti
Resterai per me
il MIGLIORE
In questi momenti non trovo molte parole per descrivere
quello che x me è stato e sarà SEMPRE UN MITO,
so solo di avere la FORTUNA di poter scalare sulle SUE VIE
in Cornalba
e avremo la FORTUNA di toccare ogni APPIGLIO da lui
toccato,
perchè quelle resteranno x SEMPRE i ci faranno Ricordare x
sempre quello che x tè era la VITA L'ALPINISMO......
GRAZIE BRUNO, ORA CHE SEI UN'ANGELO DELLA CORDA NON AVRAI
PIU' BISOGNO POTRAI VOLARE LIBERO X SEMPRE,
CON AFFETTO ROBERTO C.
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Premiazioni al Meeting di Cornalba
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da Isabella Sturaro
Oggi per me e la
mia famiglia è un Natale molto triste!
Ciao Camos, solo 2 giorni fà ci siamo salutati e
scambiati gli auguri di Natale.
Era l'ultimo saluto a me e ai miei bimbi.
Grazie delle tue parole e grazie della tua amicizia.
Tante volte ci sei stato di compagnia anche se non eri
presente.
Sarai sempre con noi.
Isabella, Camilla, Francesco, Leonardo,
Babbo
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Corna Camoscera, Valle Asinina
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da Yuri Parimbelli
Resterai sempre vivo in me come tutte le cose che mi hai
insegnato e trasmesso.
Ciao Bruno
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Al Meeting di Cornalba ricorda Pierantonio Carminati
"Pieropaolo"
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da Davide
"Damocle" Locatelli
Tutto quello che mi passa per la testa
sembra banale.
Per colmare il vuoto che lascia la morte di un amico
dovrebbe servire soltanto il silenzio, la riflessione.
Ma sono sicuro che Il Bruno si incazzerebbe!
Il suo dinamismo, i suoi eccessi, la sua carica,
ci hanno tenuto spesso compagnia.
Forse gli piaceva il silenzio dei monti,
ma in compagnia amava fare casino.
Aveva fiducia nei giovani.
Mi chiamava Damocle,
e per tutti c'era un soprannome.
Allenarsi! Ci diceva.
E la sento ancora la sua voce rauca che sale dal bosco.
Quando ho cominciato a frequentare Cornalba
per me Il Camos era un mito:
racconti, leggende e scritti mi hanno ispirato,
sono stati stimolo per gli allenamenti.
Quando ho avuto modo di conoscerlo
ho scoperto una persona fuori dalle righe,
sprintosa ed incredibilmente giovane,
nonostante i quasi cinquantanni,
ed un passato non proprio regolarissimo...
Io Il Bruno non lo conoscevo bene.
Chissà quanti avranno molto da dire più di me e lo terranno
dentro.
Con il Bruno, come con altre persone,
ho trascorso momenti felici e giornate piacevoli.
Rispetto ad altri, però, Il Camos mi ha ispirato
e continuerà ad essere un punto di riferimento per il
nostro sport.
A volte ho condannato alcune sue scelte,
alcuni suoi comportamenti,
e mi rammarico veramente di non aver fatto niente per
aiutarlo.
Ero certo che come nell' arrampicata,
anche nella vita,
avrebbe saputo stringere la tacca più piccola per arrivare
in catena.
Ciao Bruno, FBL!
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Corna Camoscera, Valle Asinina
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da Daniele
Questo è un
primo piano fatto sopra il Rifugio Gremei a Piazzatorre
il 28 Dicembre 2006
in occasione della ciaspolata
2 righe per ricordarlo
ps scusate un po gli accenti...

"Bruno adèss tè ghè set piò
in dù atèm te se indacc
gnac ol tep de dit ù ciao
sò ndel cèl te sèt ùlat,
o perdìt ù vero amìs,
sò restat che despermè
quando sarò sò in montagna
pregherò anche per tè"
ciao Camòs
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Copertina della rivista Klettern, Novembre 2003
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da Anonima
Ricordo dedicato a Camos
Ho conosciuto Bruno parecchi anni fa... ero una ragazzina.
Trascrivevo il suo nome e applicavo ritagli di fotografie
da riviste alpinistiche sui miei diari.
Non è mai accaduto nulla ma credetemi mi sembra assurdo
che sia morto per un tragico incidente stradale poco più di
un anno dopo la morte del fratello Gerry.
Nonostante i parecchi anni che separano la nostra
conoscenza
sono rimasta particolarmente coinvolta emotivamente.
Caro Camos rimarrai nei miei pensieri e nelle mie
preghiere.
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Verso l'Island Peak, Nepal
Fine giornata con David Lama a Cornalba, Marzo 2007
Aiutatemi a costruire una pagina che ricordi nel modo che
merita un personaggio del suo calibro.
Materiale foto, video, commenti, dediche verranno subito
pubblicati.
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