Ciao Camòs

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da Simone Moro

E’ morto un mito, se ne è andato un grandissimo uomo, un trascinatore, una persona che ha vissuto tutto con l’intensità che è propria solo di chi è destinato a lasciare un segno indelebile di se. La storia dell’alpinismo bergamasco non aveva mai avuto nessuno di così forte personalità e grande carisma. Il Camos lo conoscevano tutti nell’ambiente verticale e persino in Nepal, in Kazakhstan, a Mosca in Asia centrale ed in California lo avevano conosciuto, sentito il suo nome ed intuito che era una leggenda vivente. Un uomo vero, senza fronzoli, false cortesie, dal carattere a volte spigoloso e mai incline a tacere le sue idee ed opinioni. Camos non era un Santo ne voglio ora dipingerlo come Martire. Camos era semplicemente vero, cristallino e schietto in ogni sua parola, sguardo, gesto, silenzio.
Dare ora una ragione della sua morte è cosa impossibile per le terrene logiche e a nulla servirebbe dannarsi l’anima chiedendosi mille “perché” o ponendo mille “se” e “ma”. Il Camos, il nostro Bruno Tassi aveva una missione quaggiù e fino all’ultimo giorno l’aveva fatta sua e percorso la propria strada in ogni angolo del pianeta senza badare molto alle convenienze e alle fatiche che questa missione comportava.
Erano quasi 30 anni che lavorava alla sua grande passione verticale e la montagna era divenuta la cattedrale dove trovava e ritrovava la parte più profonda, misteriosa e selvaggia della sua esistenza. In questi ultimi tre decenni aveva conosciuto ogni angolo della sua valle Brembana e aveva goduto ogni elemento naturale della stessa. Aveva veleggiato con il suo parapendio, avevo sceso le acque del fiume Brembo in canoa, sciato sulle nevi immaccolate ed aveva chiodato ed attrezzato le pareti più lisce e strapiombanti in ogni angolo della valle.
Zogno, Ambria, Catremerio, Monte Zuccone, San Pellegrino, Portiera, Scalvino, Cancervo, Val Taleggio, Val Brembilla, Corno Branchino, Roncobello, Valleve, San Simone, Carona sono stati alcuni dei luoghi dove ha trascorso giornate chiodando pazientemente centinaia di vie e creando i presupposti per cui oggi decine e decine di appassionati possono praticare l’arte dell’arrampicata e gioire del contatto con la pietra e la natura. La Corna Bianca a Cornalba in Val Serina è stata però la sua più grande e strepitosa creazione. Migliaia di ore passate in parete e migliaia di chiodi lasciati per coloro che oggi godono di un impianto naturale all’aperto che ha pochi eguali in Europa e nel mondo.
Camos però ha fatto anche proseliti e “discepoli” del suo modo di intendere e vivere la passione per la montagna e la verticalità. E’ stato dunque anche e soprattutto un maestro, un caposcuola una instancabile locomotiva umana e decine sono stati i suoi allievi. Chi scrive sa di essere stato forse quello a cui ha dato ed insegnato di più, senza mai chiedere nulla in cambio. Io ero orgoglioso di lui e probabilmente lui lo era di me… La missione ora deve continuare e come per ogni nostro caro passato ad un'altra vita, qualcuno si deve fare carico di raccoglierla. Tra meno di 48 ore ripartirò per il Karakorum con un angelo in più in cielo, che va ad aggiungersi ad altri due amici scomparsi in questo 2007. Come me tutti coloro che hanno conosciuto il Camos sono oggi chiamati a raccogliere la sua eredità che non chiede di essere solo pianta e commemorata, ma di essere caricata sulle spalle di coloro che hanno avuto la fortuna di averlo conosciuto ed imparato….


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Monte Zuccone

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da Ermanno Salvaterra



Ciao "CAMOS" 

Ciao Carissimo, ti vedevo raramente ma quando accadeva gustavo molto lo stare con te e fumare una o più sigarette insieme. 
Mi mancherà il tuo sorriso da matto, mi mancherai, mancherai a molti, ciao, ti saluterò il Brenta, ciao

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da Mauro Tadè

Grazie camos per tutto quello che ci hai insegnato
Grazie perché se ogni mattina appena svegliato
non posso fare a meno di guardare e salutare
la nostra corna, il merito è tutto tuo
resterai sempre con noi, non potremo fare a meno di pensarti
ogni volta che saliremo le tue magnifiche linee verticali
dal cui fascino forse nemmeno gli Dei sono immuni
un grande saluto

arrivederci Camos

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Dolomiti di Brenta

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da Michela Tassi

Troppo giovane rispetto a lui per poterlo conoscere bene, ma felice che nella sua vita abbia fatto quello che voleva, che avesse così tanti amici veri e una schiera infinita di ammiratori!
mi commuovo vedendo attraverso le foto del sito i posti splendidi che non ha visitato, ma ha CONQUISTATO , concetto che solo voi amanti della montagna potete comprendere.
quindi ciao Bruno e scusa se non sono venuta alla veglia,
ma volevo ricordarti così come nelle foto vivo energico e felice!

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Monte Zuccone

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da Alessandro Ramoni


Ci sono domande a cui è difficile dare risposta;
credo che anche tu abbia pensato tante volte a quell’attimo che separa l’essere dal non essere; in tanti momenti in cui ti sei trovato in pericolo devi averci pensato per forza
.
Anche se cerchi di controllare il rischio. in montagna non si sa mai.
Mi ricordo che ti piaceva definirti “artista” e sicuramente lo eri sulle rocce e anche un po’ nella vita,
originale e senza troppe regole.
Questo incidente mi riporta alla mente un altro grande scalatore tedesco che dopo anni di scalate è morto sulla strada, due destini simili con tanto in comune e, come gli artisti, periti troppo presto.
Voglio ricordarti con due particolari:
-il primo come persona DOC della bergamasca: ogni gesto, ogni parola portava il segno della tua terra; eri un personaggio nostrano e, in un mondo globalizzato,
questo è un grande segno distintivo che ti ha fatto conoscere ed apprezzare da tanti;
-il secondo per la tecnica di scalata, tipica degli anni ’80, quando il movimento faceva da padrone, raffinata ed estetica nonché efficace. Ho imparato tanto osservandoti su qualche via.
Anche se non eri con noi, facevi da protagonista nei nostri viaggi: portavi allegria con gli aneddoti
e le storie sbaraccate ti contraddistingueranno sempre.
Con questa testimonianza voglio RICORDARTI.

Alessandro Ramoni  Val Vigezzo

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Da Laura

Dalla tua "amica patagonica"

Ciao amico mio, quello che non sopporto è lo strappo che non mi ha nemmeno permesso di salutarti. Un attimo prima parlavamo di salire al Gran Paradiso e un attimo dopo non c'eri più. Continuo a piangerti, mi hai donato la roccia, mi hai ridato fiducia nelle mie gambe, hai dato poesia alla nostra amicizia, hai reso magici tutti i momenti passati insieme, a leggere i nostri diari e le nostre poesie, a parlare di meccanica quantistica davanti ad un fiasco di rosso. Non so se hai ancora con te la mia lettera, quella che portavi sul cuore, dopo l'incontro in Patagonia. E' scolpita per te, da qualche parte, e se è vero che siamo pura energia stiamo ancora ridendo insieme, anche se ora riesco solo a piangere. Per sempre con te.

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Da "Santo" Giorgio Mussetti

Mi piace arrampicare, ma ho sempre avuto paura della montagna.
Sono contento di  aver vinto per una volta le mie ansie e di averti seguito fino in cima al Campanile Basso.
Di quella giornata mi resta un ricordo bellissimo; è stato il tuo regalo più bello.
Come arrampicatore non sono niente di speciale, ma ti porterò nel mio cuore più in alto che posso .

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Via Fehrmann, Campanile Basso

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Sul Campanile Basso, dolomiti di Brenta

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da Massimo Acerbis

Ricordi Cornalba ?
Ricordi la prima volta ?
Ricordi quell’emozione, quel brivido lungo la schiena anche se in piena estate ?
La meraviglia di fronte alla magnificenza verticale
La vertigine e lo stupore
Il senso di rara impotenza
Lo sgomento che solo le parole di Stendhal saprebbero descrivere

Ricordi l’entusiasmo che ti colse ?
Ricordi la passione ? il desiderio di provare, di scoprire, di imparare, di salire.
Ricordi quell’incontenibile godimento fisico che ti pervade ?

Amore
L’amore descritto da Platone: che ci rapisce dal mondo della falsità, degli inganni, delle equivoche ombre nella grotta, per riportarci nel mondo della verità in cui nacque la nostra anima
L’amore che condusse Dante nella discesa agli inferi, infondendogli la fiducia che sarebbe un giorno uscito a riveder le stelle.
L’amore per cui mettere attenzione nel vestire i bambini in una fredda giornata d’inverno

L’amore per le donne del Lujo
L’amore per le melodie ben temperate
L’amore per i colori raggrumati su una tela
L’amore per la conoscenza
L’amore per la ricerca, per l’esplorazione, per la scoperta.
L’amore per la roccia

L’amore che ti sprona a cercare con passione e senza timore di rischiare
L’amore che ti dona forza, fiducia, coraggio, entusiasmo e creatività
L’amore che ti rivela i segni del tempo

L’amore per i misteri scritti nella roccia, per i suoi fragili equilibri verticali

Se anche tu vivi questi ricordi in parte lo devi al camoscio che questo natale non siederà nel presepe accanto al bue e all’asinello
A quel camoscio che proprio la notte di Natale ci ha salutato.

E proprio in quella sera, quasi a voler rendere omaggio al suo amante piu sensibile e fedele, la corna bianca risplendeva, decorata dalla luce del tramonto, piu bella e affascinante che mai.

Questo è il mio saluto,il mio grazie, la mia manifesta riconoscenza, a chi ha saputo regalarmi, e regalarci, questo bellissimo sogno verticale




Epitaffio in memoria di Bruno Tassi, artista verticale, noto per le proprie doti d’equilibrio alpinistico, ma forse piu per la innata curiosità dello sguardo, con lo pseudonimo di: “Camos”.

E’difficile trovare le parole
Parole che non siano banali, di semplice circostanza
Perché l’uomo è riuscito a trovare solo con la religione le parole con cui affrontare il disagio della morte.
Le espressioni con cui poterne parlare, evocando fioriti campi celesti o avidi traghettatori, senza nuocere alla purezza della vita

La notte di natale, la notte in cui si preparano i regali
Per i propri cari, per gli uomini e donne di domani, per gli eterni fanciulli
Per quell’inebriante attesa, non priva di tremore, che accompagna ogni viaggio verso l’imprevisto, verso l’ignoto, verso il sogno.

voglio ringraziarti pubblicamente per il regalo piu grande che hai fatto a tutti noi.

C’è chi gioca insonne con le parole, per narrare l’affanno del cuore
Chi seduce rubando i suoni e la melodia agli usignoli
Chi brucia la tela con incendi di colore
Chi tesse vele superbe per navigare con l’immaginazione

Lo scienziato, come tu ben sai, che si sforza di ricercare una diversa visione del mondo
che superi la prigione degli schemi comuni, ormai acclamati per consuetudine
Accettati per comodità e debolezza.

Ognuno plasma la materia che ha disposizione
Ognuno si innamora di quel che gli è piu vicino, anche se spesso cosi diverso all’apparenza.

Tu, da buon montanaro di una genia che già aveva reso preziosi servigi al mondo, avevi la montagna e la roccia a cui affidare la tua curiosa fantasia

Come un novello Michelangelo che solo rimuoveva il superfluo.
Perché le forme già erano custodite all’interno del marmo,
cosi tu hai saputo cercare, scovare, e liberare la magia disegnata da millenni nella roccia
attendeva solo qualcuno con un talento innato: la capacità di interpretarne la chiave di lettura e di svelarne il mistero.
Attendeva da millenni qualcuno che sapesse scivolare leggero sulle sue fragili forme,
Attendeva qualcuno che sapesse scoprila e comprender la magia scritta dal tramonto sulla sua pelle
Attendeva qualcuno che sapesse amarla e sognare in verticale.

Un’opera d’arte è tale quando induce nello spettatore un senso di vertigine, ed alimenta il desiderio di lasciarsi condurre dalla fantasia sugli angusti sentieri dell’ignoto.

Un’opera d’arte è tale quando ci regala sogni
Sogni da vivere, sogni da coltivare , sogni da desiderare
Sogni da insegnare, sogni da trasmettere , sogni da regalare

Grazie Bruno, per averci regalato i nostri sogni verticali

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da Fabio Palma

Ciao Bruno

Facemmo una serata su Berhault, ad Albino. A fine proiezione eri uscito a prendere il microfono, eri su di giri, e non ero tranquillo. Chissà cosa "spara", ora, mi dissi.

E invece avevi improvvisato uno splendido discorso su Patrick, sull'amore, sul tenere la corda della vita.

Penso che Patrick, lassù, ti sia venuto a ringraziare, per quelle parole.

Ciao Fabio

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da Barbara Zwerger

Ciao Camos
Non ricordo la prima volta che ci siamo incontrati, ma ricordo tanti momenti pieni di gioia e divertimento che abbiamo passato insieme. Ricordo anche la tua infinita pazienza e disponibilità ad accompagnarmi a provare i “miei” tiri e mentre mi facevi sicurezza mi incitavi e spronavi. Il tuo sguardo si faceva teneramente orgoglioso quando poi riuscivo nei miei obbiettivi. L’altro ieri, al tuo ultimo estremo saluto non c'ero...  Ma a quell’ora sono riuscita a scalare un altro progetto difficile, lontano da casa e stringendo le ultime prese nel tratto chiave della via, ho pensato a te e mi veniva da piangere al pensiero di non poter più condividere momenti  come quelli che insieme abbiamo passato. A te caro Camos dedico questa via, a te che a volte mi hai fatto arrabbiare, che mi hai fatto divertire e mi hai trasmesso instancabile l’entusiasmo per la vita. L’ultima volta che ci siamo visti è stato al meeting a Cornalba,  e ricordo ancora oggi quanti abbracci mi hai regalato e quanto forte mi stringevi. E’ stata il tuo ultimo modo per dimostrare l’affetto sincero che provavi e questo rimarrà per sempre...
 
Mi mancherai Camos

Barba e camos su Turisti del Vuoto a Cornalba
Con Barbara Zwerger a Cornalba

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da Friend

Con la scomparsa del Camos se ne và una parte del mondo dell’arrampicata,
se ne và un pezzo di storia, di emozioni, sensazioni.
Chi ha vissuto vicino al Camos è riuscito a respirare nei sui racconti l’'atmosfera magica che si respirava all’'inizio.
Inizio di cui il Camos è stato uno dei principali fautori, uno che fra i primissimi ha toccato gradi per quel tempo inimmaginabili.
Ma chi ha conosciuto il Camos ha anche conosciuto un uomo schietto,
senza peli sulla lingua, che se doveva dare un opinione non ci girava attorno.
Quando ho saputo che era morto, nell'’attimo prima di chiedere:” come ha fatto”
nella mia mente sono passate ipotesi “estreme” ma la realtà
è stata più “normale” di quello che poteva accadere ad una persona che ha vissuto “in aria”.

Ci mancherai Camos.


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05 pegherolo
Sul Valgussera


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Il Camos si racconta: intervista in due parti
rilasciata a Daniele Cavagna qualche anno fa







Camos ghiacciatore con Daniele Callegari sulla cascata della Valrotta





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Selezione di commenti trovati su vari forum dedicati all'alpinismo:

www.fuorivia.com - Christian : ciao grande camòs,alla fine di tutto quello che rimane è l'immagine di un amico affacciato allo strapiombo, o seduto al tavolo a raccontare. Ci vediamo in cima


www.fuorivia.com - Luca Visentini : Madonna, il Camos!
Era stato anni fa anche su da noi. Aveva dormito da Mauro e dopo una ciocca aveva sfasciato l'auto sull'ultimo tornante di Erto. Un record. Un mito. Un grande dell'arrampicata, la Storia, anche lui perso per un banale incidente.
Non voglio fare della retorica, solamente un pensiero. Che lo merita.


www.fuorivia.com - Rampik: Un altro dei suoi leggendari record era un 8b a cornalba dopo 6 birre medie... level
L'ultimo ricordo che ho di lui era in una ciuca insieme durante i suoi corsi ghiaccio per diventare guida alpina; lui la mattina si doveva svegliare alle 5 e il capo del corso lo guardava molto ma molto male...
Gran personaggio di quelli che ora sono rari da trovare...


www.planetmountain.com - Alpineman: ..ricordo ancora su per giu' meta' anni 70'..
i volti che si incontravano erano sempre gli stessi..tra crode difficile trovare gente nuova o non valligiana in quel periodo..
come dimenticare poi una sana giornata tra le crode della Cornagiera..a prendere per i fondelli chi era passato a staffe..
..e poi le prime imbarcate di sera(si perche' allora se ne cacciava giu a secchielli,e di ottima qualita..)..
e i ritorni a notte fonda giu in valle zigzagando..e le risate..ed sorrisi..e le idee strambe..
si insomma come si dice da noi eravamo "crape mate"..
ma con tanta sana passione per il verticale..quella vera,quella che fa preferire la roccia ad una donna ad esempio..
potrei star qua ore a raccontare di avventure ad anedoti simpatici..ma se permettete me li tengo stretti nel mio cuore..
sicuramente era un amico sincero,quello che si aveva da dire e ridire lo si diceva in faccia..
come quando lui scelse una via su un modo di fare verticale che non condividevo..
vabbe' nulla di che'..alla fine delle discussioni piu o meno accese si finiva sempre a sorridere davanti ad una buona fiasca..
se capitate in valle..una visita sara' ben grata..
domani nel pomeriggio sarebbe bello fargli compagnia tutti insieme verso quell'ultimo viaggio verso le cime piu alte..

arrivederci Camos amico mio..

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da Maria Francesca Tassi

Le montagne immaginate

ciao Bruno.
l'ultima volta che ci siamo visti ridevamo dei nostri mestieri.
Tu che scali le montagne e io che le disegno.
Continuo a studiare le stelle e cercherò  la costellazione dei camosci.
Il "giro facile" che dicevi avremmo fatto insieme è rimandato, quindi continuerò a immaginarlo a matita.

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da Robi Piantoni

L'artista Camoz

Chi di noi non gli ha voluto bene?
...e chi di noi, in certe occasioni, non lo ha mandato a quel paese?!
Vorremmo che tu fossi ancora qui, per litigare, sopportarti e arrampicare!!!

ciao Camoz


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Brembo Block di San Pellegrino

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da Claudio Armati



Hai vinto vie impossibili. Ci apparivi in grado di superare ogni pericolo, quasi fossi invincibile. 
Ci hai stupito mille volte. 
Ci hai conquistato con il tuo sorriso, la tua disponibilità, la tua generosità, la tua ironia ..... 
Ci mancherai, ma il ricordo di te ci accompagnerà ogni qual volta poseremo le mani su di una roccia.


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Da Gabriele

Ci siamo sentiti pochi giorni fa, sei sempre stato un re ,ci mancherai....
ma le tue linee sulla roccia ci saranno x sempre e tu con loro.....
ciao Bruno

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Il taglio dell'abete rosso, San Pellegrino 2006

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"Questa sarebbe la mia casa perfetta..." Nei pressi di Catrimerio

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da Paolo Rossini

Ciao Bruno, quando arrampicavamo cercavo  di carpire i segreti della tua arte
e quasi rimanevo deluso quando mi ripevi solo di usare i piedi...

Caro Bruno peccato che vita ti abbia concesso meno appigli di quelli che tu hai regalato a noi...

Grazie

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Scendendo verso Carona

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da Paolo Cattaneo


Ciao maestro

"La mente mi dice:" TIENITI STRETTO TUTTO QUESTO NELLA TUA MEMORIA,
PONILO SOTTO VETRO NEL TUO SCRIGNO SPIRITUALE, QUESTO E' ORO PURO".
E in questo attimo mi sento straordinariamente ricco".

Reinhard Karl

Leggo e rileggo questa frase da due giorni e solo in questo modo arrivo a capire
quanto vale il tuo "oro puro",tutto quello che hai saputo dare semplicemente con la tua gioia di vivere.

grazie Camos,
è stato bello conoscerti...

ciao Paolo


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Cornalba, sulla via..... (?)

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da Paolo Musco

Eri una persona che lascia il segno, chi ti ha conosciuto rimarrà segnato dalla forza della tua voce,
dalla voglia di essere vivo, dalla sincerità dei tuoi occhi e del tuo pensiero,
dalla sensibilità che ti aiutava nelle sfide verticali ma che alimentava le inquietudini che avevi dentro.
Grazie Bruno per il segno indelebile che ci hai lasciato.


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Sul Monte Zuccone

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da Sarah

Come ricordare una persona così...uno delle poche persone che,
anche se le incrociavi per poco o avevo modo di parlare con lui anche pochi istanti,
ti lasciava "qualcosa"...e quel qualcosa resterà sempre nel cuore di chi ha avuto
la fortuna di incontrarti, anche se per qualche istante...e il vuoto lasciato nei cuori di tutti diventa davvero tangibile...

Forse può valere poco ...ma sei e sarai sempre un mito...

ciao Camos!!  

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Punta delle Cornacchie

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da Paolo Capponi

Ti immagino in una valle bellissima dove pareti degne del tuo sguardo si perdono all"infinito.
Sono sicuro che non resisterai alla tentazione di metterci le mani
per creare delle fantastiche vie come hai saputo fare su questa terra.
Cosi quando ci ritroveremo la corda ci unirà ancora e io ti ammirerò salire come hai fatto quel giorno che liberasti Peter Pan.
Quel giorno ci hai guidati anche a salvare un ragazzo caduto in un canale.
Intorno a noi quella sera grande festa in Cornalba.Il merito è stato tutto tuo. Arrivederci Camòs.

Paulì e Mary

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"...desmét de romp i coioni co ste foto del c..." In Presolana

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da Sonia

Serata alla Falesia di San Pellegrino

Ti ho visto solo in poche occasioni e non ho tanti ricordi o aneddoti da raccontare, ma in una delle tue serate sulle tue "esperienze" ti confessai che pur amando la montagna e la natura e la pace che essa dona, la mia paura del verticale mi ha sempre impedito di arrampicare. Tu dicesti semplicemente che "i limiti ce li poniamo noi, non solo nella nostra testa" e che se avessi provato ad arrampicare con te la paura mi sarebbe passata. Ho fatto tesoro delle tue parole in altri ambiti della mia vita, ma non ho approfittato della tua proposta ed il tuo numero di telefono nella rubrica del mio cellulare è rimasto purtroppo inutilizzato, quindi la paura di arrampicare è rimasta, ma la voglia di condividere il "dopo-falesia" con Fabri e gli amici è rimasta, infatti ricordo con piacere la divertente serata inaugurale dell'illuminazione della falesia di San Pellegrino, dove a suon di vin brulè gli animi si sono amichevolmente riscaldati, favorendo le risate.
Grazie Camos per il tuo essere genuino.

Sonia

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da Stefano Pelucchi

Ormai sono passati quindici anni da quando ti ho visto la prima volta in palestra a zogno... 
Mio zio e tuo compagno di scalate in montagna mi raccontava spesso di te... 
Ti vedevo gia come un mito...e lo sei caro camos...non ci vedevamo spesso ma sempre si rideva e si scherzava!!! 
Porto con come caro ricordo la giornata in cui ci siamo incontrati su al monte rosa...non ti dimentichero mai!!! 

CIAO AMICO VOLA LIBERO!!!!!!!! 


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Chiodature sullo Zuccone

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da Claudio Gorla

Eravamo un gruppo di cittadini venuti su a Cornalba con gli occhi pieni di stupore
e ci hai accolto subito come amici, qualcuno di noi come Cristian o Virgilio lo hai accompagnato aiutandolo a diventare "grande".
Ricordo con affetto e piacere le giornate passate insieme a Cornalba
o alla Cava o in Verdon dove ci facevi impazzire con la tua fissa per la donna del Beat.
Ci mancherai tanto ma sarai sempre nel nostro cuore con la tua semplicità e la tua straordinaria umanità.

ciao Bruno

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da Paolo Tassi

Ciao Camos,

come posso dimenticare quando mi hai presentato ai tuoi genitori dicendo: "questo è un parente"!
come posso dimenticare quando ti ho incrociato in Patagonia dopo una giornata di pesca tu ed io una di sci.
come posso dimenticare un uomo così!
Ti penserò sempre!
Paolino


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Chiodature a Catrimerio

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da Giorgio Ferretti

Ciao Bruno
Speravo di conoscerti.
Nel '93 venni a scalare nella tua mitica Cornalba ma non c'eri!
Avevo comprato qualche anno prima la bellissima guidina
sognando di poter visitare un luogo magico valorizzato dalla Tua mente
sempre in crescita verso la scalata quella dei GRANDI!
Sei stato un GRANDE nel mondo dei piccoli uomini ma di grandi bellezze come le Montagne.
Un GRANDE per tutti gli scalatori che ti hanno conosciuto di persona e non come me!
Ovunque tu sia spero un giorno di farmi una bella bevuta con te!

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Con Manolo all'inaugurazione della falesia alta di San Pellegrino

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da Sara

Ci siamo visti solo un paio volte ma abbiamo moltissimi amici in comune.
Grazie capo per tutto quello che hai fatto in questo mondo
e per tutto quello che farai insieme agli angeli.

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Zuccone

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da Andrea

Ho avuto la possibilità di conoscerti  quan'ero piccolo, prima che in due andaste a "divertirvi" nelle Yosemite;
ho avuto la possibilità di arrampicare con te, ed ancora ricordo quel pomeriggio nel quale,
sotto una leggera pioggia, mi dimostravi che le "candele" di S.Pellegrino sono "òna stùpidàda"...
L'unica possibilità di cui avrei proprio fatto a meno è stata quella di accompagnarti oggi, insieme a tantissimi altri.
Ma la possibilità di esserti amico è stata un regalo grande, di cui vado fiero.
Ti saluto come avresti fatto tu: "Ciao boy, fa' ol brào !"

Andrea


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Da Titti Sonzogni

Ancora una volta piango per la morte prematura  di un'amico,
il dolore si fa ancora piu' forte se penso che non potrò più ascoltare
dalla tua rauca voce il tuo personalissimo commento al mondo...
Persona unica , coraggiosa, spaccacoglioni ma così dignitosamente umana.

Ciao Bruno, la tua infermiera quasi privata

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Meeting di Cornalba

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da Stefano

sarai sempre il mio mito e il mio maestro anche nel lavoro mi mancherai tanto


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da Camilla Fumagalli


Ciao Camos 

Senza la tua presenza, la vita di mio papà non sarà più la stessa . 
Anche se non sei più qui con noi, il tuo ricordo sarà sempre nei nostri cuori. 
Ogni tanto guardaci da lassù, dal paradiso dove so che ti trovi in questo momento. 
Grazie per la felicità che hai donato a tutti. 

Dalla tua Cami

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Al rifugio Brentei

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da Emanuele Maffeis

Cosa non darei per rivedere ancora una volta i tuoi vispi occhi ballare
Per ascoltare una tua pungente battuta
Arrampicare ancora con te che su Peter mi tieni lasca la corda nell'8 alla francese
E con l'altra mano la sigaretta
Per fumarti tutte le mie paure
Ti ho seguito fino al limite di essere ribelle anche ai tuoi di insegnamenti
E forse anche per questo mi hai chiamato il più pazzo
Perché per me l'arrampicata non è mai stata e non sarà mai tutto
Perché semplicemente è molto ma molto di più di tutto
E' un filo invisibile che ci ha tenuto legati insieme
Anche se e quando eravamo lontani
Così come ora per sempre sarà.

Ciao MAESTRO

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Dolomiti di Brenta

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da Sara Crotti

La gente di Cornalba ti ha sempre considerato un compaesano...
un pò bizzarro questo si....ma un buono..un uomo semplice..
Ricordo quando mi hai lasciato quel chiodo, uno dei primi che avevi piantato negli anni ottanta...
mi avevi chiesto di conservarlo a segno dell'entusiasmo e caparbietà
che ci avevi messo quel giorno in cui l'avevi fatto diventare un tutt'uno con la roccia...
rimarrà con me come segno dei tuoi insegnamenti..

Grazie Camos!!!!

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Punta delle Cornacchie, chiodature

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da Roberto Colonetti

Resterai per me il MIGLIORE

In questi momenti non trovo molte parole per descrivere quello che x me è stato e sarà SEMPRE UN MITO,
so solo di avere la FORTUNA di poter scalare sulle SUE VIE in Cornalba
e avremo la FORTUNA di toccare ogni APPIGLIO da lui toccato,
perchè quelle resteranno x SEMPRE i ci faranno Ricordare x sempre quello che x tè era la VITA L'ALPINISMO......

GRAZIE BRUNO, ORA CHE SEI UN'ANGELO DELLA CORDA NON AVRAI PIU' BISOGNO POTRAI VOLARE LIBERO X SEMPRE,

CON AFFETTO ROBERTO C.


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Premiazioni al Meeting di Cornalba

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da Isabella Sturaro

Oggi per me e la mia famiglia è un Natale molto triste!
Ciao Camos, solo 2 giorni fà ci siamo salutati e
scambiati gli auguri di Natale.
Era l'ultimo saluto a me e ai miei bimbi.
Grazie delle tue parole e grazie della tua amicizia.
Tante volte ci sei stato di compagnia anche se non eri presente.
Sarai sempre con noi.
Isabella, Camilla, Francesco, Leonardo, Babbo


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Corna Camoscera, Valle Asinina

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da Yuri Parimbelli

Resterai sempre vivo in me come tutte le cose che mi hai insegnato e trasmesso.

Ciao Bruno

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Al Meeting di Cornalba ricorda Pierantonio Carminati "Pieropaolo"

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da Davide "Damocle" Locatelli

Tutto quello che mi passa per la testa sembra banale.
Per colmare il vuoto che lascia la morte di un amico
dovrebbe servire soltanto il silenzio, la riflessione.
Ma sono sicuro che Il Bruno si incazzerebbe!
Il suo dinamismo, i suoi eccessi, la sua carica,
ci hanno tenuto spesso compagnia.
Forse gli piaceva il silenzio dei monti,
ma in compagnia amava fare casino.

Aveva fiducia nei giovani.
Mi chiamava Damocle,
e per tutti c’'era un soprannome.
Allenarsi! Ci diceva.
E la sento ancora la sua voce rauca che sale dal bosco.

Quando ho cominciato a frequentare Cornalba
per me Il Camos era un mito:
racconti, leggende e scritti mi hanno ispirato,
sono stati stimolo per gli allenamenti.
Quando ho avuto modo di conoscerlo
ho scoperto una persona fuori dalle righe,
sprintosa ed incredibilmente giovane,
nonostante i quasi cinquantanni,
ed un passato non proprio regolarissimo...

Io Il Bruno non lo conoscevo bene.
Chissà quanti avranno molto da dire più di me e lo terranno dentro.

Con il Bruno, come con altre persone,
ho trascorso momenti felici e giornate piacevoli.
Rispetto ad altri, però, Il Camos mi ha ispirato
e continuerà ad essere un punto di riferimento per il nostro sport.

A volte ho condannato alcune sue scelte,
alcuni suoi comportamenti,
e mi rammarico veramente di non aver fatto niente per aiutarlo.
Ero certo che come nell' arrampicata,
anche nella vita,
avrebbe saputo stringere la tacca più piccola per arrivare in catena.

Ciao Bruno, FBL!

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12 valle asinina
Corna Camoscera, Valle Asinina

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da Daniele

Questo è un primo piano fatto sopra il Rifugio Gremei a Piazzatorre
il 28 Dicembre 2006
in occasione della ciaspolata
2 righe per ricordarlo
ps scusate un po gli accenti...

Pasted Graphic 3

"Bruno adèss tè ghè set piò
in dù atèm te se indacc
gnac ol tep de dit ù ciao
sò ndel cèl te sèt ùlat,
o perdìt ù vero amìs,
sò restat che despermè
quando sarò sò in montagna
pregherò anche per tè"
ciao  Camòs

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Copertina della rivista Klettern, Novembre 2003

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da Anonima

Ricordo dedicato a Camos

Ho conosciuto Bruno parecchi anni fa... ero una ragazzina.
Trascrivevo il suo nome e applicavo ritagli di fotografie da riviste alpinistiche sui miei diari.
Non è mai accaduto nulla ma credetemi mi sembra assurdo
che sia morto per un tragico incidente stradale poco più di un anno dopo la morte del fratello Gerry.
Nonostante i parecchi anni che separano la nostra conoscenza
sono rimasta particolarmente coinvolta emotivamente.
Caro Camos rimarrai nei miei pensieri e nelle mie preghiere.

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Verso l'Island Peak, Nepal



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Fine giornata con David Lama a Cornalba, Marzo 2007


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